Freelance: la libertà è fantastica se sai come usarla

Ah, la vita da freelancer!

Lo stereotipo prevede sveglia alle dieci, trascinarsi in salotto et voilà: sei già in ufficio. Niente traffico, niente code alla macchinetta del caffè, e quel sottile piacere perverso che solo il restare in pigiama tutto il giorno sa dare. Oppure, per i più avventurosi, viaggiare: un’amaca, un mojito ghiacciato, e i piedi che mollemente disegnano ghirigori nella sabbia di un’isola indonesiana mentre aggiorni Instagram. E ti pagano pure!

 

Che tu voglia fare il divanista o il nomade digitale, la buona notizia è che entrambe queste vite sono sogni realizzabili: il lavoro da remoto è in crescita. (negli USA è aumentato del 115% in dieci anni) e sempre più clienti si affidano a specialisti esterni per servizi mirati. Per il professionista, il vantaggio è di poter lavorare in diverse realtà, scegliendo magari le più stimolanti o le più vicine alle cause in cui crede. Ma anche una gestione del tempo più libera, che permette di dedicarsi ai propri hobby, ai propri familiari, o semplicemente di vivere in armonia col proprio naturale cronotipo.

Tutto è possibile grazie a quel suffisso magico: free.

A chi non piace la libertà?

Siamo cresciuti perlopiù in società occidentali moderne. Abbiamo accettato l’idea di dover lavorare per vivere. Siamo sopravvissuti allo shock di realizzare quanto poco restava della nostra giornata una volta tolte otto ore di lavoro, otto ore di sonno, n ore sui mezzi di trasporto per spostarsi tra il luogo del lavoro e il luogo del sonno. Non ci è piaciuto, ma anche l’alternativa proposta da Mark Renton non era del tutto convincente, quindi ce ne siamo fatti una ragione.

Essere freelancer suonava come un degno compromesso: lavorare, sì, ma senza rinunciare del tutto alla propria libertà. Libertà di tempi, di spazi, di scelta. Essere indipendenti, autonomi, leggeri: non è bellissimo?

Da grandi libertà derivano grandi responsabilità

In effetti, è bellissimo!

Il problema, come spesso accade, sta nel proverbiale rovescio della medaglia: vivere da freelancer implica impiegare una snervante quantità di tempo ed energie per cercare e trovare i clienti, costruire un rapporto con loro, definire una propria identità e credibilità professionale e al contempo promuoversi online e offline in una giungla di concorrenti che fanno a gara a chi si vende meglio. Il tutto, naturalmente, tenendosi aggiornati in un settore – il digitale – che evolve quotidianamente a passi da gigante, curando il proprio personal branding sui diversi social e studiando un elevator pitch che sia brillante senza risultare pretenzioso, originale ma non eccessivo.

Senza contare la solitudine: l’autonomia è bella, finché non ti accorgi di quanto più velocemente corrono le idee quando puoi confrontarti con altri collaboratori – del tuo stesso settore o di settori limitrofi -, e di quanto più ricchi diventino i progetti quando si sommano le diverse competenze specifiche, anziché improvvisarsi tuttofare.

Una somma di piccole fatiche logoranti che possono trasformarsi in grandi stress, rendendo più difficile godersi serenamente la libertà del proprio lavoro.

Da grandi responsabilità derivano grandi ansie

Lo dichiara anche una delle più raffinate ed autorevoli fonti di verità moderna, i meme: l’essere umano è composto al 90% di ansia. A dispetto di quello che sembra dalla tua home di Facebook, o dai gruppi professionali a cui sei iscritto, vale per tutti, ancora di più per i freelancer. Sentirsi disorientati, confusi e in difficoltà nell’organizzare interamente la propria attività, progettando e implementando progetti articolati, è completamente normale: l’ansia è cugina della paura, un’emozione perfettamente sensata dal punto di vista evolutivo, nata per metterci in guardia rispetto ai potenziali pericoli. Senza di lei, probabilmente saremmo presto finiti sbranati da un leone, o morsicati da un serpente velenoso. Se non ci fosse la paura ad allertarci, ci ustioneremmo col fuoco, o salteremmo nei precipizi senza pensarci troppo.

E in effetti, anche avere troppa libertà genera una certa fisiologica quota d’ansia, come evidenziava Erich Fromm in “Fuga dalla libertà”:

“L’uomo d’oggi ha raggiunto la libertà, ma non riesce a usarla per realizzare completamente se stesso, anzi, la libertà sembra averlo reso fragile e impotente“.

Forse Fromm non poteva immaginare un mondo in cui basta uno smartphone per lavorare, ma le sue parole valgono tanto per l’uomo del 1941 quanto per l’uomo di oggi, e spiegano come il magico prefisso free possa nascondere insidie tanto da un punto di vista pratico quanto da un punto di vista psicologico.

Per fortuna, ci sono grandi soluzioni

Viral Octopus è esattamente questo: una soluzione – tanto per i clienti quanto per i freelancer. Quali vantaggi offre, nello specifico, a chi collabora come gigger? In che modo è in grado di semplificarti il lavoro e la vita, alleggerendoti di gran parte dello stress che rende più pesante e complicato del necessario fornire le tue competenze in modo fruttuoso e soddisfacente sia per te che per i tuoi clienti?

Ecco una lista di dieci motivi per cui i freelancer vogliono collaborare con noi:

 

  1. Non devi più preoccuparti di trovare clienti: questo significa avere più tempo e più energie a disposizione per concentrarti, tra le altre cose, sullo sviluppo della tua professionalità. Dopotutto hai scelto questo lavoro perché ti piaceva, giusto? E ti piaceva il tuo lavoro, non la caccia al cliente o giocare al recupero crediti.
  2. Appunto, niente recupero crediti: è Viral Octopus che ti paga, secondo tariffe chiare e scadenze definite.
  3. Puoi avere entrate continuative: Viral Octopus non è una bacheca annunci, ma un sistema che premia il tuo merito, permettendoti di dimostrare il tuo valore sul campo. Vogliamo i migliori, e li premiamo facendoli crescere.
  4. Lavori in team: hai sempre la possibilità di confrontarti con colleghi e collaboratori selezionati, che hanno il tuo stesso spirito di innovazione e competenze complementari. Perché avere un team fa la differenza, e avere un buon team fa l’eccellenza.
  5. Ottieni strumenti per formarti e aggiornarti: Viral Octopus ti offre linee guida e che puoi utilizzare per ottenere spunti per i tuoi lavori, e risorse per affinare sempre più le tue conoscenze e competenze.
  6. Lavori in un sistema strutturato e organizzato: ti vengono proposti progetti precisi, nei quali hai un ruolo chiaro e linee guida specifiche.
  7. Allo stesso tempo, il tuo valore aggiunto è il benvenuto, se hai delle proposte su come migliorare. Il nostro approccio è aperto e innovativo, quindi ogni contributo è prezioso per crescere.
  8. La struttura di Viral Octopus ti suggerisce un’efficace suddivisione del lavoro, che permette di far fruttare al meglio le tue capacità senza cadere vittima della procrastinazione o della “sindrome da pagina bianca”.
  9. Fai parte di qualcosa di innovativo: un sistema del genere, finora, non esisteva.
  10. Ottieni molti dei vantaggi del lavoro in un’agenzia, senza rinunciare alla tua libertà, che essa sia il mojito in spiaggia o andare a prendere tuo figlio a scuola.

 

Liberati degli stress superflui e vieni a far parte dell’innovazione, godendoti il lavoro freelance senza dover pensare ad altro che alla tua passione e alla tua bravura: fai il nostro test per candidarti a collaborare con noi.

Ti aspettiamo sulla nostra community!

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