Be Human. Come aumentare il fatturato amando il prossimo.

Avrei potuto avere la copertina di Forbes a 25 anni e invece…
Avrei potuto essere multi miliardario a 30 anni e invece…
Avrei potuto veder raccontata la mia storia nelle università a 40 anni ed invece…

Non è ancora capitato nulla di tutto ciò, nonostante il talento e le capacità. Devo iniziare questa riflessione con delle scuse. Chiedo scusa a tutti i miei collaboratori del passato per non averli condotti a successi planetari.

Non ho rimorso per non esserci riuscito. Invece, sono felice di condividere il motivo per cui non ci sono riuscito: ho sempre pensato di poter fare tutto io, non ho trattato con sufficiente correttezza i miei collaboratori.

Non che li trattassi male, anzi. Semplicemente non lasciavo spazio di esprimersi perchè, appunto, facevo tutto io.

Il Lavoro non è un diritto, non è un dovere, è un ingranaggio.

Ora qualcuno potrebbe pensare, dall’incipit, che sia stato un pessimo capo, ma è un mestiere molto difficile. In questo articolo proverò a raccontare l’altra parte della barricata, le frustrazioni, le soluzioni.

Un dirigente di azienda o di un gruppo qualunque, deve avere una visione che genera un piano, che genera delle deadline che definiscono dei processi, uno standard qualitativo e deve essere supportato da un budget adeguato.

Quando definisci questa roadmap devi fare estrema attenzione ed essere coerente e realistico, altrimenti il giocattolo si rompe. Un orologio funziona se tutti gli ingranaggi girano in sincrono e noi siamo gli orologiai.

I sei ingranaggi che ho immaginato essere necessari per un rapporto di qualità con i collaboratori sono, appunto, visione, pianificazione, scadenze, processi, qualità e budget. Ingranaggi poi contenuti nei punti uno e quattro del Viral Octopus Loop.

Big Vision + Short Deadline = Frustrazione

Più grande, ambiziosa ed articolata è la visione e maggiore sarà il tempo necessario per assimilarla da parte del team e realizzarla. Ogni tanto noi “capi”, abbiamo l’allucinazione che ci fa credere che aumentare le risorse permetta di andare più veloci o che “spremere il team” permetta di risparmiare denaro ed ottenere di più.

Non è cosí. Sono i processi ad accorciare i tempi. Vanno migliorati o cambiati, i processi, in modo da permettere ai team di auto-formarsi ed essere pronti, in un tempo ragionevole, a spingere sull’accelleratore in modo naturale. Attenzione a non scambiare i processi con la complicazione e la burocratizzazione del progetto.

Ho visto aziende suicidarsi, affidando la creazione dei processi a persone con menti estremamente arzigogolate (ho recentemente fatto ANCHE questo errore). Io tendo ad affidare la creazione dei processi ad ingegneri pigri. Gli ingegneri hanno la formazione per creare processi e, se sono pigri, tenteranno di renderli semplici ed automatici.

Big Vision + Scarsa/Non Pianificazione = Nessuna Consegna

Altra questione frustrante per un team è vedere progetti lanciati alla rinfusa sul tavolo con la pretesa che tutto sia realizzato, adesso, tante volte,  perchè non sappiamo di cosa stiamo parlando.

Ora spiego perchè, a volte, facciamo cosí. Il diritto romano descrive bene la figura dell’imprenditore e, secondo me, anche le emozioni che lo muovono con “la diligenza del buon padre di famiglia”.

È la diligenza, cioè l’impegno nel soddisfacimento dell’interesse del creditore, tipica dell’uomo ‘medio’, il buon padre di famiglia appunto, che va valutata in relazione alla specifica obbligazione che il debitore deve eseguire.

Probabilmente gli avvocati, leggendo le righe seguenti, saranno percorsi da un brivido di sdegno. Provo a spiegare cosa significa e come lo rapporto all’argomento in essere.

L’imprenditore ha la responsabilità di far fronte a tutti gli oneri connessi alla sua azienda. Ha la responsabilità di soddisfare tutti i debitori, ovvero i collaboratori, fornitori, banche, investitori, se stesso, lo Stato ed aggiungerei il pianeta Terra, nel mio mondo ideale di unicorni ed arcobaleni. Senza dimenticare che l’obiettivo di un’azienda è generare profitto.

Dobbiamo fare fronte a tutte queste responsabilità di famiglia allargata con la diligenza del buon padre di famiglia. Immaginate il carico emotivo e l’ansia che si trascina.

Ecco che ci ritroviamo a scavare come dei matti, seguendo i rumors, per trovare la pepita che porterà al nuovo filone d’oro che sfamerà la nostra grande famiglia.

Ovviamente, è sbagliato nei tempi e nei modi, ma giusto nel concetto. Infatti, nel Viral Octopus Loop, il trend scounting si trova come ottavo punto, al fondo della sequenza di azioni e processi da mettere in atto.

Il problema è che, nella nostra folle corsa all’oro, portiamo con noi i nostri collaboratori, che devono interrompere l’estrazione dell’oro dal vecchio e sano giacimento, per cercarne uno piú ricco.

Il problema è che le pale finiscono ad un certo punto, e i nostri collaboratori si ritrovano a scavare con le mani, senza sapere se il nuovo giacimento esiste. Dopo un po’ le mani sanguinano e i dubbi ti pervadono.

Per alcuni è stimolante, per altri frustrante. Ad ognuno il suo ruolo al momento giusto.

Scarsa/Non Pianificazione + Short Deadline = Pessima Qualità

La scarsa pianificazione porta a spostare le deadline in modo ricorrente e progetti che sembravano imminenti, dopo 5 anni, sono ancora in sospeso.

Ad un certo punto, diventa talmente frustrante per tutti, che si deve in qualche modo portare quel determinato progetto a termine, anche con le mani sanguinanti.

Cosí si va di fretta, non si pensa ai dettagli, lo si lancia come capita, si diventa insicuri, non ci si crede più. A mio parere, non c’è sconfitta peggiore del non rispettare il tempo dei tuoi clienti e dei tuoi collaboratori. Il tempo è una risorsa NON rinnovabile e farlo perdere con un prodotto scadente, solo per l’ego o le paure del capo, è imperdonabile, oltre che un danno per l’azienda.

Zuckerberg o qualche altro amerigo, disse “meglio fatto che perfetto”.

Ok, ci sto, ma sufficientemente fatto da non perdere il tempo altrui. Zuck lavora con miliardi di dollari alle spalle. Perdere un milione di utenti o cento collaboratori indignati non è un grosso dramma per lui. Sicuramente, non un buon esempio nel mio mondo di Unicorni ed arcobaleni.

Big Vision + Scarsa/Non Pianificazione + Short Deadline = Mancanza di Correttezza

Ho cercato in me stesso la soluzione a questo dramma bilaterale. L’ho trovata in un articolo di Business Harvard Review.

Avevo appena parlato male degli Americani ed ecco, da loro, la soluzione. Karma.

L’autore sostiene che la correttezza non è un dono naturale e non risiede in una singola azione, ma è un complesso insieme di decisioni e azioni. Per ottenere la stima e la fiducia dei collaboratori è necessario considerare quattro aspetti:

  • Correttezza distributiva – i collaboratori sono equamente ricompensati per il loro contributo.
  • Trasparenza e procedure chiare – essere trasparenti sul modello aziendale rendendo partecipi i collaboratori sulle procedure.
  • Correttezza informazionale – spiegare la logica dietro le decisioni.
  • Correttezza interpersonale – trattare sempre con dignità e rispetto.

Un vero e proprio lavoro che spesso viene considerato di bassa priorità.

Avendo la presunzione di valere dieci persone e poter performare meglio dei collaboratori, concentrando tutti i tasks su se stessi, si finisce col non avere il tempo materiale per essere umani e corretti.

Circondandoci delle persone giuste, delle giuste ruote dell’ingranaggio assemblate nel modo corretto, il tempo investito nell’essere umani e corretti, decuplicherà la produttività e renderà tutti più felici.

Essere umani e corretti sul posto di lavoro, non impatta solo sull’azienda, ma sul mondo intero.

Viral Octopus ed i suoi Umani

Questa è la filosofia dietro al concetto di Collettivo di Viral Octopus.

Viral Octopus è un grande e complesso orologio che autoseleziona, attraverso processi e tecnologia, i giusti ingranaggi. Ci affidiamo alla tecnologia perchè non è emotivamente coinvolta ed evita molti bias cognitivi e pregiudizi.

La tecnologia, infatti, non considera etnia, religione, età, sesso, tono di voce, look, tatuaggi, idee, preferenze sessuali… Nulla. Solo performances e competenze. Ognuno fa ciò che gli piace e che gli calza a pennello e sceglie su quale progetto lavorare.

Il sistema seleziona i team in base ad oggettive performances, come il test, e a parametri stocastici quali le review interne al team, la review del cliente, la responsività ed altri paramentri che formano il ranking.

Vengono valutate dal sistema, innanzi a tutto, la felicità e lo stile di vita del professionista che verrà selezionato secondo il tempo che vuole dedicare al lavoro, la fascia oraria di disponibilitá, le passioni, le esperienze ed ovviamente il ranking.

Garantita, quindi, la soddisfazione dell’intero Ecosistema Cliente, Professionista, Team, pianeta Terra.

Work Less, Be Human, #BeSmart

 

 

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